[The ICD-ICF clinical model of hospital care].

Il modello clinico ICD-ICF di cure ospedaliere.

Journal

Giornale italiano di medicina del lavoro ed ergonomia
ISSN: 1592-7830
Titre abrégé: G Ital Med Lav Ergon
Pays: Italy
ID NLM: 9712708

Informations de publication

Date de publication:
05 2019
Historique:
received: 01 02 2019
accepted: 31 05 2019
entrez: 7 6 2019
pubmed: 7 6 2019
medline: 3 1 2020
Statut: ppublish

Résumé

Because of the demographic shift and the increased proportion of patients surviving acute critical illnesses, the number of people living with severely disabling chronic diseases and, consequently, the demand for rehabilitation are expected to increase sharply overtime. As underscored by theWorld Health Organization (WHO), there is substantial evidence that the provision of inpatient rehabilitation in specialized rehabilitation units to people with complex needs is effective in fostering functional recovery, improving health-related quality of life, increasing independence, reducing institutionalization rate, and improving prognosis. Recent studies in the real-world setting reinforce the evidence that patients with ischemic heart disease or stroke benefit from rehabilitation in terms of improved prognosis. In addition, there is evidence of the effectiveness of rehabilitation for the prevention of functional deterioration in patients with complex and/or severe chronic diseases. Given this evidence of effectiveness, rehabilitation should be regarded as an essential part of the continuum of care (transitional care). Nonetheless, rehabilitation still is underdeveloped and underused. A new model based on ICD and ICF WHO disease and disfunctioning classification respectively and on pre-set clinical pathways is described. The aim of this model is to optimize clinical care in times of shortage of resources and huge increase in older chronic multi morbid patients. A causa dell’invecchiamento della popolazione globale e dell’aumentato numero di pazienti che sopravvivono ad eventi acuti con disabilità, il numero di persone con malattie croniche e la domanda di cure riabilitative di qualità aumenteranno vertiginosamente nel tempo. Come sottolineato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) c’è una forte evidenza che sottoporre pazienti con bisogni complessi a riabilitazione in regime di ricovero in Unità Specializzate di Medicina Riabilitativa porta a recupero funzionale, miglioramento della qualità della vita in relazione allo stato di salute e aumento della indipendenza della persona, riducendo così il ricorso a strutture di ricovero lungodegenziale e migliorandone la prognosi. Recenti studi rinforzano l’evidenza che pazienti con cardiopatia ischemica o ictus beneficino della medicina specialistica e riabilitativa in termini di prognosi. Vi è inoltre evidenza dell’efficacia della riabilitazione in termini di prevenzione del deterioramento funzionale nelle malattie croniche severe e complesse. In quest’ottica la riabilitazione deve essere intesa come parte essenziale nel continuum delle cure in occasione di eventi acuti. Nonostante queste premesse la medicina riabilitativa è ancora sottoutilizzata e non pienamente studiata. Un nuovo modello basato sulle classificazioni ICD e ICF dell’OMS rispettivamente per codici di malattie e di disfunzione (intesa nel senso più ampio) e su percorsi di diagnosi e cura strutturati informaticamente è stato sviluppato con lo scopo di ottimizzare qualità e quantità di cure in tempi di scarsità di risorse e aumento di pazienti cronici e complessi.

Autres résumés

Type: Publisher (ita)
A causa dell’invecchiamento della popolazione globale e dell’aumentato numero di pazienti che sopravvivono ad eventi acuti con disabilità, il numero di persone con malattie croniche e la domanda di cure riabilitative di qualità aumenteranno vertiginosamente nel tempo. Come sottolineato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) c’è una forte evidenza che sottoporre pazienti con bisogni complessi a riabilitazione in regime di ricovero in Unità Specializzate di Medicina Riabilitativa porta a recupero funzionale, miglioramento della qualità della vita in relazione allo stato di salute e aumento della indipendenza della persona, riducendo così il ricorso a strutture di ricovero lungodegenziale e migliorandone la prognosi. Recenti studi rinforzano l’evidenza che pazienti con cardiopatia ischemica o ictus beneficino della medicina specialistica e riabilitativa in termini di prognosi. Vi è inoltre evidenza dell’efficacia della riabilitazione in termini di prevenzione del deterioramento funzionale nelle malattie croniche severe e complesse. In quest’ottica la riabilitazione deve essere intesa come parte essenziale nel continuum delle cure in occasione di eventi acuti. Nonostante queste premesse la medicina riabilitativa è ancora sottoutilizzata e non pienamente studiata. Un nuovo modello basato sulle classificazioni ICD e ICF dell’OMS rispettivamente per codici di malattie e di disfunzione (intesa nel senso più ampio) e su percorsi di diagnosi e cura strutturati informaticamente è stato sviluppato con lo scopo di ottimizzare qualità e quantità di cure in tempi di scarsità di risorse e aumento di pazienti cronici e complessi.

Identifiants

pubmed: 31170336
pii: S01/2019

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Déclaration de conflit d'intérêts

The authors of this article have no conflict of interests to disclose.

Auteurs

Egidio Traversi (E)

Istituti Clinici Scientifici Maugeri IRCCS.

Isabella Springhetti (I)

Istituti Clinici Scientifici Maugeri IRCCS.

Mario Melazzini (M)

Istituti Clinici Scientifici Maugeri IRCCS.

Gianni Giorgi (G)

Istituti Clinici Scientifici Maugeri IRCCS.

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