A case of highly disabling orthostatic hypotension: when an integrated cardiac rehabilitation approach makes the difference.
Un caso di ipotensione ortostatica altamente disabilitante: quando un approccio integrato di riabilitazione cardiaca fa la differenza.
Aged
Angiotensin-Converting Enzyme Inhibitors
/ administration & dosage
Cardiac Rehabilitation
Cardiovascular Agents
/ administration & dosage
Humans
Hypotension, Orthostatic
/ diagnosis
Ivabradine
/ administration & dosage
Male
Myocardial Ischemia
/ complications
Quality of Life
Standing Position
Tilt-Table Test
Time Factors
cardiac rehabilitation
ivabradine
orthostatic hypotension
tilt test
Journal
Giornale italiano di medicina del lavoro ed ergonomia
ISSN: 1592-7830
Titre abrégé: G Ital Med Lav Ergon
Pays: Italy
ID NLM: 9712708
Informations de publication
Date de publication:
06 2020
06 2020
Historique:
received:
31
03
2020
accepted:
30
06
2020
entrez:
3
7
2020
pubmed:
3
7
2020
medline:
25
9
2021
Statut:
ppublish
Résumé
Orthostatic hypotension (OH) is a disabling condition accompanying several diseases. It has increased morbidity and mortality, and limited chances of treatment. We report a case of a patient with stable ischemic heart disease and severe OH unresponsive to usual care. A baseline 75° head-up tilt test (HUT) was positive for symptomatic OH, i.e. pre-syncope with a systolic arterial pressure drop of 35 mmHg. On top of optimal treatment, ivabradine was started. Symptoms improved within 24 hours. At a repeated HUT, the patient could tolerate the up-right position up to 25 minutes. He was able to undergo an individualized training program with further amelioration of quality of life. Thereafter, titration of ACE inhibitors became possible. Lasting benefits were present at a 6-month follow-up. To our knowledge, this is the first reported case of successful use of ivabradine to integrate cardiac rehabilitation for management of a highly disabling OH. L’ipotensione ortostatica è una condizione disabilitante che si accompagna a diverse patologie, è di sempre più frequente riscontro, aumenta la mortalità e ha limitate opzioni terapeutiche. Il caso clinico riportato è quello di un paziente con cardiopatia ischemica stabile e grave ipotensione ortostatica, nonostante l’adozione di tutte le terapie standard. A un primo tilt test a 75° eseguito in condizioni basali, il paziente ha sviluppato ipotensione ortostatica grave (riduzione della pressione sistolica di 35 mmHg) con pre-sincope. Alla terapia in atto è stata aggiunta ivabradina 5 mg due volte al giorno. Nelle 24 ore successive si è assistito a un netto miglioramento soggettivo. È stato quindi ripetuto il tilt test di durata 25 minuti, che il paziente ha ben tollerato. In corso di proseguimento della terapia con ivabradina il paziente è stato in grado di completare un programma di allenamento fisico individualizzato che ha ulteriormente migliorato la sua qualità di vita ed ha anche permesso di titolare correttamente la terapia con ACE inibitori. A una visita di controllo dopo 6 mesi, il paziente riferiva assenza di episodi sincopali o pre-sincopali. In conclusione, questo è il primo caso di utilizzo efficace dell’ivabradina, in associazione con un programma di riabilitazione cardiologica, per il trattamento dell’ipotensione ortostatica grave in un paziente con cardiopatia ischemica.
Autres résumés
Type: Publisher
(ita)
L’ipotensione ortostatica è una condizione disabilitante che si accompagna a diverse patologie, è di sempre più frequente riscontro, aumenta la mortalità e ha limitate opzioni terapeutiche. Il caso clinico riportato è quello di un paziente con cardiopatia ischemica stabile e grave ipotensione ortostatica, nonostante l’adozione di tutte le terapie standard. A un primo tilt test a 75° eseguito in condizioni basali, il paziente ha sviluppato ipotensione ortostatica grave (riduzione della pressione sistolica di 35 mmHg) con pre-sincope. Alla terapia in atto è stata aggiunta ivabradina 5 mg due volte al giorno. Nelle 24 ore successive si è assistito a un netto miglioramento soggettivo. È stato quindi ripetuto il tilt test di durata 25 minuti, che il paziente ha ben tollerato. In corso di proseguimento della terapia con ivabradina il paziente è stato in grado di completare un programma di allenamento fisico individualizzato che ha ulteriormente migliorato la sua qualità di vita ed ha anche permesso di titolare correttamente la terapia con ACE inibitori. A una visita di controllo dopo 6 mesi, il paziente riferiva assenza di episodi sincopali o pre-sincopali. In conclusione, questo è il primo caso di utilizzo efficace dell’ivabradina, in associazione con un programma di riabilitazione cardiologica, per il trattamento dell’ipotensione ortostatica grave in un paziente con cardiopatia ischemica.
Substances chimiques
Angiotensin-Converting Enzyme Inhibitors
0
Cardiovascular Agents
0
Ivabradine
3H48L0LPZQ
Types de publication
Case Reports
Journal Article
Langues
eng
Sous-ensembles de citation
IM
Pagination
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